Storia del franco svizzero: da Napoleone a una valuta rifugio mondiale
- Moneta forte VS moneta debole: quali differenze?
- Dalle origini all'unificazione: come è nato il franco svizzero?
- L'evoluzione del franco svizzero nel XX secolo
- Perché il franco svizzero è diventato una valuta rifugio?
- I fattori politici ed economici dietro la sua solidità
- Franco svizzero, euro e dollaro: evoluzione e confronti
- Riepilogo delle ragioni che fanno del franco svizzero una moneta forte
- Franco svizzero e capitali esteri: un pilastro della sua stabilità
Volete capire perché il franco svizzero (CHF), questa valuta forte e bene rifugio per eccellenza, resiste così bene alle turbolenze globali? Il CHF non è sempre stato questo gigante.
• Il franco svizzero non deve la sua forza al caso: è il frutto di due secoli di disciplina monetaria e di scelte politiche rigorose.
• Neutralità storica, legame con l'oro, inflazione controllata e una BNS proattiva: quattro fattori che spiegano perché gli investitori di tutto il mondo si rifugiano nel CHF nei periodi di crisi.
• Rispetto all'euro e al dollaro, il franco non ha mai smesso di apprezzarsi nel lungo periodo, con un solo episodio di svalutazione, nel 1936.
- Moneta forte VS moneta debole: quali differenze?
- Dalle origini all'unificazione: come è nato il franco svizzero?
- L'evoluzione del franco svizzero nel XX secolo
- Perché il franco svizzero è diventato una valuta rifugio?
- I fattori politici ed economici dietro la sua solidità
- Franco svizzero, euro e dollaro: evoluzione e confronti
- Riepilogo delle ragioni che fanno del franco svizzero una moneta forte
- Franco svizzero e capitali esteri: un pilastro della sua stabilità
La sua storia è un racconto affascinante, che parte dalla frammentazione monetaria dell’epoca napoleonica fino all’istituzione di una valuta di fama mondiale.
Oggi, un’economia solida, un basso indebitamento e la gestione strategica della Banca Nazionale Svizzera (BNS) ne garantiscono la solidità.

Fonte : ProRealTime Web
Ma la vera forza del franco risiede nelle lezioni tratte dal suo passato.
Torniamo alle origini. B-sharpe, il vostro partner di cambio, vi svela oggi come e perché il franco svizzero è diventato un pilastro di stabilità, quali meccanismi lo sostengono e come si confronta con l’euro e il dollaro.
La storia del franco svizzero vi fornisce le chiavi per decifrare il mercato dei cambi e ottimizzare le vostre operazioni con noi.
…Prima di immergerci nelle profondità della storia del franco svizzero, chiariamo innanzitutto cosa sia “una moneta forte”.
Moneta forte VS moneta debole: quali differenze?
Il concetto di moneta forte è del tutto relativo. Una moneta può essere ‘forte’ rispetto a una prima, e ‘debole’ rispetto a un’altra.
- Se prendiamo come esempio la coppia EUR/CHF (in altre parole, quanto vale un euro dopo la conversione in franchi svizzeri).
All’inizio del 2012 occorrevano circa 1’219 franchi svizzeri per ottenere 1000 euro, mentre oggi bastano 1’035 franchi svizzeri per ottenere la stessa somma.
Se in termini assoluti entrambe queste valute possono essere considerate forti, il franco svizzero vince la partita contro l’euro nell’ultimo decennio con un’evoluzione positiva del tasso di cambio rispetto alla moneta unica.

- Un altro esempio:
Nello stesso periodo, nel 2012 occorrevano circa 1270 $ per ottenere 1000 €, mentre oggi bastano poco meno di 1134 $ per avere la stessa somma.

Dalle origini all’unificazione: come è nato il franco svizzero?
Il franco svizzero sotto l’era napoleonica
Prima dell’introduzione di una moneta nazionale moderna, la Svizzera era un vero e proprio labirinto finanziario. La Vecchia Confederazione (fino al 1798) non disponeva di alcuna unità monetaria concreta.
La maggior parte dei tredici cantoni batteva la propria moneta.
Ciò comportava una diversità estrema: 319 tipi di monete coesistevano con numerose valute estere, rendendo complessi gli scambi nazionali.
È bene sapere che la storia del franco svizzero è intimamente legata all’influenza francese.
L’effimera unità della Repubblica Elvetica (1798-1803)
L’invasione francese del 1798 e la creazione della Repubblica Elvetica pongono fine alla frammentazione.
Ispirandosi al modello francese centralizzato, la nuova Repubblica prende una decisione radicale e inedita: imporre una moneta unica su tutto il territorio. È in questo momento che un Franco di Svizzera fa la sua prima comparsa ufficiale, mettendo temporaneamente fine all'”ognuno per sé” monetario dei cantoni.
Il ritorno alla frammentazione sotto la Mediazione (1803-1848)
Questo regime di unità fu di breve durata.
Nel 1803, Napoleone Bonaparte interviene con l’Atto di Mediazione, smantellando il governo centralizzato.
La Svizzera ridiventa una confederazione. La conseguenza immediata sul piano finanziario è un passo indietro: ogni cantone recupera la propria sovranità e il diritto di battere nuovamente la propria moneta.
Il sistema monetario torna a essere frammentato.
Di fronte al caos persistente di questa diversità cantonale, sei cantoni (tra cui Berna, Vaud e Basilea) firmano un concordato monetario nel 1825. Questa alleanza mirava ad armonizzare i tipi di monete e il loro valore all’interno dei rispettivi territori.
Sebbene limitata, questa iniziativa segna il primo tentativo concreto, guidato dagli stessi cantoni, di ripristinare una coerenza finanziaria (Fonte : Dizionario storico della Svizzera ).
La via verso il monopolio federale: la legge monetaria del 1850 e lo Stato federale svizzero
La vera svolta si verifica dopo la guerra del Sonderbund.
Nel 1848, la nuova Costituzione federale sancisce un cambiamento fondamentale: il monopolio del conio viene attribuito alla Confederazione.
Questa decisione politica pone fine alla sovranità monetaria cantonale e legittima il processo di unificazione.
La tappa successiva, l’istituzione del franco svizzero così come lo conosciamo, diventa quindi inevitabile.
Tra il 1851 e il 1852, lo Stato federale ha ritirato oltre 66 milioni di vecchie monete delle 319 varietà per risanare il mercato in vista della legge monetaria del 1850.
Ai suoi esordi, il nuovo franco svizzero viene peraltro fissato alla parità con il franco francese (detto “franco germinale”), confermando un’importante influenza storica e garantendo una prima stabilità del cambio.
💡 Buono a sapersi :
L’Atto di Mediazione del 1803 non riguardava solo la moneta, ma la sopravvivenza stessa dello Stato. La centralizzazione imposta dalla Repubblica Elvetica (1798) si era rivelata impraticabile a causa delle profonde differenze linguistiche, religiose e culturali svizzere.
La situazione degenera in guerra civile (“guerra dei bastoni”) quando i federalisti, sostenitori della sovranità cantonale, prendono il sopravvento sul governo centrale.
È in risposta a questa implosione che Napoleone interviene come “mediatore”, imponendo una nuova struttura. Restituisce autonomia ai cantoni, ma si assicura che la Francia mantenga un’influenza netta sulla politica economica ed estera della Svizzera.
Il regime della Mediazione si basava interamente su questa dominazione napoleonica e crollò insieme all’Impero, nel 1813.
Allora, cosa succede al franco svizzero dalla legge monetaria del 1850 alla prima guerra mondiale?
La nuova stabilità del franco spinge rapidamente la Svizzera a integrarsi nel sistema monetario europeo dominante.
L’Unione Monetaria Latina (UML)
Nel 1865, la Svizzera firma un accordo con Francia, Italia e Belgio per creare l’Unione Monetaria Latina (UML) (la Grecia vi aderirà nel 1868).

Fonte : Dizionario storico della Svizzera
Questa unione è una risposta pratica alle turbolenze causate dalle scoperte d’oro in America e Australia, che minacciavano l’equilibrio dei metalli preziosi.
L’UML si basa sul bimetallismo (uso congiunto di oro e argento) con un rapporto fisso tra i due metalli preziosi (1/15,5). Il sistema si allinea alle caratteristiche del franco francese del 1803.
I paesi si impegnano a coniare monete d’oro e scudi d’argento con un titolo di 900/1000, e monete divisionali (monete di basso valore) con un titolo di 835/1000.
L’effetto più diretto per il commercio svizzero è l’accettazione reciproca.
Le monete dei cinque paesi membri possono circolare liberamente e hanno corso legale in tutti gli Stati dell’Unione, rafforzando l’integrazione della Svizzera nell’area monetaria francese.
Verso il Gold Standard e la Banca Nazionale Svizzera
L’UML si confronta rapidamente con alcune sfide.
L’adozione del monometallismo aureo da parte dell’Impero tedesco nel 1871, unita a un aumento della produzione mondiale di argento, provoca un deprezzamento del metallo bianco.
Per contrastare questo fenomeno, i paesi dell’Unione limitano, poi sospendono la coniazione di monete d’argento nel 1880. Il sistema passa de facto al solo Gold Standard.
Parallelamente a questi sforzi di uniformazione delle monete, l’emissione delle banconote resta a lungo frammentata tra le banche cantonali.
Solo nel 1907 lo Stato completa la propria centralizzazione monetaria concedendo il monopolio di emissione delle banconote alla Banca Nazionale Svizzera (BNS)
(Fonte : EPFL PRESS)
La Prima Guerra Mondiale porrà effettivamente fine alla libera circolazione delle monete dell’UML. Ma il franco svizzero ne esce rafforzato, avendo già stabilito il proprio valore a livello internazionale.

Circolazione monetaria 1851-1950
Fonti: C. Grüebler, Die Geldmenge der Schweiz 1907-1954, 1958; H. Ritzmann-Blickenstorfer, a cura di, Statistica storica della Svizzera, 1996, pp. 805-806 © 2003 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.
L’evoluzione del franco svizzero nel XX secolo
1920-1945: gold standard, crisi e affermazione del franco
Il periodo tra le due guerre forgia la reputazione del Franco Svizzero (CHF) come moneta rifugio.
Mentre le valute europee attraversano un periodo di grande instabilità — segnato dall’iperinflazione del marco tedesco nella Repubblica di Weimar, che illustra una perdita di valore spettacolare — il franco svizzero si distingue per la sua solidità.
Questa forza deriva principalmente dal mantenimento del gold standard da parte della Svizzera.
Mantenendo un legame diretto con il metallo giallo, la moneta attira massicciamente capitali esteri in cerca di sicurezza.
Ma questa forza ha anche conseguenze negative sull’economia del paese.
- L’impatto sulle esportazioni: Un franco troppo forte penalizza duramente l’economia svizzera, largamente orientata all’esportazione.
- La crisi dell’occupazione: L’impatto della crisi è tale che, a metà degli anni Trenta, la disoccupazione colpisce oltre il 20% della popolazione attiva.
Di fronte a questa situazione, la Confederazione è costretta ad agire.
Il Consiglio federale riduce il peso del franco da 0,290032 g di oro fino a una quantità da scegliere tra 0,190 g e 0,215 g il 26 settembre 1936.
Si tratta della prima e unica svalutazione del franco svizzero, decisa per sostenere la competitività (Fonte 2).
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Svizzera rafforza ulteriormente le proprie fondamenta vendendo materie prime alla Germania in cambio di grandi quantità d’oro.
Questi due decenni (1920-1945) stabiliscono definitivamente la base della futura solidità del CHF.
La Svizzera, il franco svizzero e i capitali esteri
I paesi che possiedono una moneta cosiddetta forte hanno tutti la stessa caratteristica: attirano i capitali degli investitori stranieri. Più i capitali esteri affluiscono, più la moneta diventa forte.
Nel 2020, oltre 1216 miliardi di franchi svizzeri di investimenti esteri si trovavano su suolo elvetico. Di contro, la Svizzera investiva allora oltre 1460 miliardi di CHF nel mondo.
La Svizzera è uno dei paesi al mondo che investe di più all’estero. Ma nel 2019 e nel 2020, nel contesto della crisi sanitaria, le imprese del paese hanno rimpatriato rispettivamente 54 e 34 miliardi di franchi svizzeri, tanto da sostenere il franco svizzero sul mercato dei cambi.
Bretton Woods e il passaggio al cambio flessibile
Alla fine della guerra, l’ordine monetario mondiale viene ridefinito dagli accordi di Bretton Woods (1944). Questo sistema ancora le valute al dollaro americano, a sua volta agganciato all’oro. La Svizzera, per scelta politica, rifiuta di aderirvi (Fonte 1). Nonostante questa mancata partecipazione ufficiale, il franco svizzero resta tra le valute più solide al mondo.
Il sistema di Bretton Woods crolla nel 1971, aprendo l’era dei tassi di cambio flessibili, in cui il valore delle valute è ormai determinato dal libero gioco della domanda e dell’offerta sui mercati (Fonte 1).
- Conseguenza immediata: L’economia svizzera, già in buona salute, attira un afflusso massiccio di capitali esteri in cerca di sicurezza.
- Problema per le imprese: Questo movimento provoca un nuovo apprezzamento del franco. I settori industriali, in particolare quelli orientati all’esportazione, subiscono nuove difficoltà, con un conseguente aumento della disoccupazione.
La Banca Nazionale Svizzera (BNS) è costretta a intervenire per controllare il valore della propria moneta.
Lo shock petrolifero degli anni ’70 e la crisi monetaria degli anni ’90
Gli shock petroliferi degli anni ’70 accelerano la pressione sulle valute. Nonostante i dispositivi messi in atto dalla BNS per frenarne l’apprezzamento, il franco svizzero continua la sua ascesa.
La situazione peggiora con le difficoltà di gestione della liquidità. Dopo il crollo borsistico del 1987, la BNS immette liquidità, ma non riesce a controllare gli effetti a lungo termine (Fonte 3). I settori dell’edilizia e dell’immobiliare entrano in surriscaldamento speculativo.
- Reazione della BNS: Per arginare l’inflazione e la speculazione, la BNS aumenta i propri tassi d’interesse.
- L’effetto recessivo: Questo rialzo aggressivo fa precipitare l’economia in una forte recessione che caratterizza gran parte degli anni ’90.
Gli anni ’90 restano quindi economicamente difficili, in particolare a causa di un calo dei tassi giudicato troppo tardivo (Fonte 3). Il punto notevole è che, nonostante queste difficoltà interne, il franco svizzero mantiene il proprio valore rispetto alla maggior parte delle altre valute internazionali.
Il tasso minimo in risposta alla crisi del 2008
La crisi finanziaria del 2008 riafferma in modo spettacolare lo status di valuta rifugio del franco svizzero.
Nel 2010, la BNS reagisce alla crisi abbassando i propri tassi d’interesse a zero e inondando il mercato di liquidità per proteggere il sistema bancario.
Tuttavia, il CHF si apprezza fortemente rispetto all’euro e al dollaro, minacciando la competitività delle esportazioni svizzere.
Per proteggere le imprese nazionali, la BNS adotta una misura drastica:
- Il tasso minimo: La BNS istituisce un tasso di cambio minimo rispetto all’euro (EUR/CHF), che si impegna a difendere con interventi massicci.
- L’abolizione: Questo tasso minimo viene mantenuto per diversi anni prima di essere improvvisamente abbandonato nel 2015. L’abolizione provoca uno “shock” monetario mondiale, poiché il franco si apprezza istantaneamente.
Questi interventi, sia la svalutazione del 1936 sia il tasso minimo del 2015, confermano che la stabilità del franco viene regolarmente messa alla prova dal proprio stesso successo e dal suo ruolo di valuta rifugio.
Perché il franco svizzero è diventato una valuta rifugio?
Lo status di valuta rifugio del franco svizzero (CHF) non è dovuto al caso, ma a un lungo processo storico e istituzionale. A lungo considerato un'”appendice” del franco francese ai suoi esordi, il CHF si è affermato nel XX secolo come una moneta di investimento stabile e altamente ricercata.
Questa solidità deriva da diversi fattori che creano una fiducia duratura negli investitori che cercano di proteggere il proprio capitale, in particolare in periodi di incertezza:
- Stabilità storica e politica: Il paese ha costruito un immenso capitale di fiducia restando risparmiato dai conflitti maggiori a partire dalla metà del XIX secolo e dimostrando una forte stabilità politica e sociale.
- Antico legame con l’oro: Il franco è stato storicamente legato all’oro, il che ha stabilito la sua reputazione di stabilità. Anche dopo l’abbandono del gold standard, la Svizzera ha continuato a mantenere importanti riserve auree.
- Bassa inflazione: Una bassa inflazione persistente è un fattore economico chiave.
- Indipendenza e disciplina di bilancio: Una disciplina rigorosa in materia di stabilità di bilancio e monetaria si aggiunge a una forte volontà di indipendenza.
Questi elementi combinati fanno del franco svizzero una scelta privilegiata quando le incertezze politiche o i conflitti internazionali aumentano, poiché è percepito come uno scudo contro l’instabilità mondiale.
I fattori politici ed economici dietro la sua solidità
La solidità del franco svizzero si basa su meccanismi istituzionali e realtà economiche tangibili, spesso gestiti in modo proattivo:
Il ruolo centrale della Banca Nazionale Svizzera (BNS)
La Banca Nazionale Svizzera (BNS) è l’attore principale nel mantenimento della stabilità del CHF.
- Politica monetaria rigorosa: La BNS si impegna a garantire la stabilità dei prezzi tenendo conto dell’evoluzione economica globale. Utilizza strumenti come il tasso guida e gli interventi sul mercato dei cambi per controllare l’inflazione e stabilizzare l’economia.
- Indipendenza e proattività: La BNS è una delle poche banche centrali al mondo a operare anche come fondo d’investimento, acquistando obbligazioni e azioni di società mondiali. Adegua le proprie riserve di valute e i tassi d’interesse in modo proattivo per influenzare il valore del franco.
- Indipendenza cruciale: L’autonomia della politica monetaria della BNS rispetto alla politica di bilancio è un pilastro della sua credibilità, che protegge la moneta da considerazioni politiche a breve termine.
I fattori di fiducia economica
- Riserve d’oro: La Svizzera è un detentore importante di oro, classificandosi regolarmente tra i 10 maggiori detentori mondiali. Possiede circa 1’040 tonnellate metriche d’oro, che rappresentano circa il 5% delle sue riserve totali (che comprendono anche valute estere, obbligazioni e azioni). Queste riserve rafforzano la fiducia degli investitori.
- Economia robusta e bassa inflazione: Una crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) generalmente robusta e un livello di inflazione controllato attirano i capitali. Un’economia dinamica e in espansione rafforza la fiducia e può portare a un apprezzamento del CHF.
- Fattori geopolitici: Lo status di valuta rifugio del franco svizzero è inoltre rafforzato dai fattori geopolitici. Qualsiasi crisi internazionale o incertezza politica aumenta meccanicamente la domanda di CHF.
Franco svizzero, euro e dollaro: evoluzione e confronti
L’evoluzione del franco svizzero rispetto alle due principali valute mondiali mette in luce la forza e le specificità del CHF.
Franco Svizzero contro Euro (EUR)
L’interazione più volatile del franco svizzero si osserva rispetto all’euro.
- Il tasso minimo (2011–2015): Per proteggere la propria economia dagli effetti di un franco troppo forte, la BNS ha istituito un tasso minimo di 1,20 CHF per 1 EUR il 6 settembre 2011.
- L’abbandono (2015): La BNS ha posto fine a questo tasso minimo il 15 gennaio 2015, provocando uno “tsunami” sui mercati. L’euro è crollato sotto la parità, raggiungendo un minimo storico. Questa decisione, per quanto audace, ha dimostrato la capacità della BNS di adattarsi rapidamente alle condizioni mutevoli.
- Fluttuazioni: Le fluttuazioni del tasso di cambio EUR/CHF sono spesso segnate dalle politiche monetarie divergenti tra Svizzera e Zona Euro, con variazioni significative frequenti.
Franco Svizzero contro Dollaro (USD)
Rispetto al dollaro, il franco svizzero ha mostrato una forza storica e una relativa stabilità recente.
- Apprezzamento storico: Il dollaro americano, che valeva 5,18 CHF nel 1914, veniva scambiato già appena sopra 0,80 CHF nel 2011 (secondo i dati storici disponibili), illustrando un apprezzamento storico costante del franco.
- Stabilità recente: Da quasi 15 anni, il tasso USD/CHF si è mosso in una fascia relativamente stabile, principalmente tra 0,80 e 1,02 USD. Questa stabilità contrasta con i movimenti rispetto all’euro.
L’evoluzione della parità del CHF dimostra che non solo è rimasto forte rispetto alle valute partner storiche (come l’ex lira italiana o il franco francese), il cui valore relativo è calato, ma continua ad apprezzarsi fortemente rispetto al dollaro e mostra una grande reattività di fronte agli shock europei.
Riepilogo delle ragioni che fanno del franco svizzero una moneta forte
| Fattore di solidità del franco svizzero (CHF) | Argomenti pratici |
| Valuta rifugio e stabilità geopolitica | La Svizzera ha storicamente preservato una notevole stabilità politica e sociale. Questo fattore, rafforzato da neutralità e assenza di conflitti maggiori, crea un capitale di fiducia unico. In periodi di incertezza o crisi mondiale, gli investitori cercano di proteggere il proprio capitale, aumentando così la domanda di CHF. |
| Disciplina di bilancio e basso indebitamento | Il paese mantiene una rigorosa disciplina di bilancio e una forte volontà di indipendenza. Il basso tasso di indebitamento della Svizzera (nettamente inferiore a quello dei suoi vicini europei) è un indicatore di affidabilità fondamentale che rassicura i mercati. |
| Crescita economica robusta e bassa inflazione | L’economia svizzera dimostra una crescita generalmente robusta e ha saputo attraversare le crisi senza danni eccessivi. Una bassa inflazione persistente e un’economia dinamica attirano i capitali, poiché preservano il potere d’acquisto del franco. |
| Ruolo e indipendenza della BNS | La Banca Nazionale Svizzera (BNS) gode di un’indipendenza cruciale rispetto alla politica di bilancio. La sua politica monetaria rigorosa e proattiva mira alla stabilità dei prezzi. Regolando il tasso guida e intervenendo attivamente sui mercati (talvolta agendo anche come fondo d’investimento), controlla e stabilizza il valore del CHF. |
| Riserve strategiche (oro e valute) | La Svizzera è un detentore importante di oro, conservando ingenti riserve auree. Queste riserve, combinate con le riserve di valute e attivi, rafforzano la credibilità del franco. Il legame storico con l’oro ha contribuito a forgiare la sua duratura reputazione di stabilità. |
Franco svizzero e capitali esteri: un pilastro della sua stabilità
Le monete forti attirano i capitali esteri, rafforzandone ulteriormente il valore.
La storia del franco svizzero (CHF) è segnata da questa costante attrazione, essenziale per la sua stabilità.
Parliamo dell’effetto diretto dei flussi di capitale.
Il ruolo del franco si verifica nei movimenti di investimento:
- Flussi internazionali massicci: La Svizzera è un attore finanziario mondiale di primo piano. Nel 2020, ha accolto oltre 1’216 miliardi di CHF di investimenti esteri collocandone essa stessa oltre 1’460 miliardi di CHF all’estero.
- Ruolo di valvola di sicurezza: In periodi di crisi, gli investitori svizzeri rimpatriano i propri fondi in cerca della sicurezza del franco.
Ad esempio, nel corso del 2019 e del 2020, oltre 88 miliardi di CHF sono stati rimpatriati. Questo movimento improvviso aumenta la domanda di CHF sui mercati dei cambi, agendo come un sostegno attivo e immediato al suo valore.
L’afflusso e il rimpatrio dei capitali esteri non sono solo un indicatore della salute del CHF; sono un pilastro attivo della sua stabilità. Convalidano in modo permanente la fiducia che il mondo ripone nelle fondamenta politiche, economiche e istituzionali della Svizzera.
Da ricordare :
La storia del franco svizzero rivela una verità essenziale: la forza di una moneta è sempre il frutto di scelte politiche rigorose e di una disciplina economica costante.
Il CHF non è diventato una valuta rifugio per caso.
Si è costruito attraverso l’unificazione, il mantenimento del gold standard, l’indipendenza della BNS e una gestione proattiva delle crisi. Ora comprendete le fondamenta su cui poggia questa solidità unica.
Per mettere al sicuro il vostro capitale o ottimizzare le vostre operazioni di cambio con b-sharpe, sfruttate ora a vostro vantaggio la forza comprovata del franco svizzero.
Applicate questa conoscenza storica per anticipare i movimenti sul mercato delle valute.


