Import/Export in Svizzera: il punto sugli accordi di libero scambio
Un'attività di import-export in forte crescita consente certamente di aprirsi a mercati di consumo ben più ampi rispetto al solo mercato svizzero, ma espone anche la vostra azienda a numerose imposte.
Dazi doganali, IVA… Gli ostacoli tariffari che si frappongono al passaggio delle vostre merci possono essere numerosi. Fortunatamente, la Svizzera ha stipulato numerosi accordi di libero scambio che eliminano tali barriere!
Scoprite tutti gli accordi di libero scambio stipulati dalla Svizzera con i suoi partner commerciali, nonché le loro ripercussioni sulla vostra attività di import-export.
Cosa sono gli accordi di libero scambio svizzeri?
Per definizione, gli accordi di libero scambio (ALS) sono trattati internazionali stipulati tra due o più parti (che possono essere Stati o raggruppamenti transfrontalieri) al fine di favorire il commercio internazionale, garantendo in particolare la libera circolazione delle merci.
In genere, tali accordi prevedono la riduzione delle imposte e dei controlli doganali, nonché l’abolizione di una serie di normative nazionali che ostacolano l’importazione o l’esportazione di merci, servizi, manodopera o capitali stranieri.
Buono a sapersi: oggi esistono oltre 150 zone di libero scambio in tutto il mondo, di cui più del 50% deriva da accordi firmati dopo il 1990!
Nel caso della Svizzera, gli accordi di libero scambio consentono quindi di sviluppare e migliorare le relazioni economiche con i suoi principali partner commerciali. Essi facilitano così l’accesso delle imprese e delle PMI svizzere al mercato internazionale, in particolare nell’ambito delle loro attività di importazione ed esportazione.
A tal fine, gli accordi di libero scambio (ALE) sottoscritti dalla Svizzera possono eliminare:
- i dazi doganali;
- l'imposta sul valore aggiunto (IVA);
- alcune norme tecniche;
- i contingenti di importazione;
- alcune disposizioni in materia di imballaggio ed etichettatura.
Attualmente la Svizzera dispone di una rete di circa 32 accordi di libero scambio con 42 partner al di fuori dell’Unione europea (UE). Questa rete è in continua evoluzione e altri accordi sono attualmente in fase di negoziazione.
Qual è l’obiettivo degli accordi di libero scambio svizzeri?
Gli accordi di libero scambio favoriscono sia la creazione di valore aggiunto, sia la competitività e la crescita delle imprese svizzere. Inoltre, offrono una serie di vantaggi ai consumatori e ai produttori elvetici: i primi beneficiano di prezzi competitivi e di una scelta più ampia, mentre i secondi godono di tariffe preferenziali, sia per le materie prime che per i prodotti semilavorati.
Pertanto, nel 2013 i vari accordi di libero scambio sottoscritti dalla Svizzera riguardavano circa il 23% delle esportazioni totali del Paese, senza contare l’accordo siglato con l’Unione europea. Tale percentuale corrisponde a oltre la metà delle esportazioni svizzere verso i Paesi al di fuori dell’UE.
Gli accordi di libero scambio in vigore in Svizzera
Importazione/esportazione con i paesi dell’UE
Lo storico accordo di libero scambio
Il primo accordo di libero scambio stipulato tra la Svizzera e l’Unione europea risale al 22 luglio 1972. È stato firmato tra l’Associazione europea di libero scambio – AELS (associazione di diversi Stati costituita nel 1960 al fine di creare una zona di libero scambio europea e di cui la Svizzera fa ancora parte) e la Comunità economica europea – CEE (vecchia organizzazione creata nel 1957, pilastro dell’UE, volta all’integrazione economica di diversi Stati europei).
Questo accordo di libero scambio del 1972 consente alle imprese svizzere di importare ed esportare determinati prodotti industriali dall’UE o verso l’UE senza pagare alcun dazio doganale.
Attenzione però: tale esenzione dai dazi doganali è valida solo se le merci importate o esportate soddisfano i requisiti di origine previsti dall’accordo e sono accompagnate da un certificato di circolazione.
Ad esempio, una merce prodotta in Cina, importata in Germania e poi in Svizzera dal fornitore tedesco non soddisferebbe tali condizioni. Di conseguenza, l’importatore svizzero dovrà effettivamente pagare i dazi doganali.
Gli accordi bilaterali
Sebbene l’accordo di libero scambio del 1972 non includesse i prodotti agricoli, questi ultimi sono stati inseriti negli accordi bilaterali I firmati alcuni anni dopo, il 21 giugno 1999.
Infatti, tali disposizioni prevedono in particolare:
- l'abolizione dei dazi doganali e dei contingenti di importazione in settori quali ortofrutta, specialità a base di carne e vini, orticoltura e formaggi;
- l'eliminazione delle barriere non tariffarie in settori quali l'agricoltura biologica, i prodotti fitosanitari o le sementi.
Importazione/esportazione al di fuori dell’UE
Sebbene la Svizzera stipuli numerosi accordi di libero scambio nell’ambito dell’AELS, può benissimo concluderne anche con paesi extraeuropei, come ad esempio con la Cina, il Giappone o il Canada.
L’accordo AELS-Mercosur
I paesi membri dell’AELS (Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda) e del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) hanno firmato un accordo di libero scambio il 23 agosto 2019, aprendo alle imprese svizzere specializzate nell’esportazione industriale un mercato di 260 milioni di abitanti, per di più in piena espansione.
A lungo termine, grazie a questo accordo, quasi il 96% delle esportazioni svizzere verso i paesi del Mercosur beneficerà di agevolazioni doganali, di cui circa il 95% sarà semplicemente esente da dazi doganali.
L’accordo AELS-Indonesia
Il 16 dicembre 2018 i paesi membri dell’AELS e l’Indonesia hanno concluso un accordo di partenariato economico di ampia portata.
A lungo termine, questo accordo comporta:
- una maggiore certezza del diritto;
- migliorare la prevedibilità delle relazioni economiche bilaterali;
- la promozione della cooperazione tra le autorità.
Gli altri partner extraeuropei della Svizzera
Oltre ai due importanti accordi citati in precedenza, la Svizzera ha stretto numerosi accordi commerciali con paesi al di fuori dell’UE, in particolare:
- con il Regno Unito (accordo bilaterale CH-UK) dal 1° gennaio 2021;
- con la Turchia dal 1° aprile 1992;
- con Singapore dal 1° gennaio 2003;
- con il Giappone (accordo bilaterale Svizzera-Giappone) dal 1° settembre 2009;
- con la Cina (accordo bilaterale Svizzera-Cina) dal 1° luglio 2014…
Buono a sapersi: l’elenco completo di tutte queste collaborazioni è disponibile sul sito web della Segreteria di Stato per l’economia!
I vari accordi di libero scambio stipulati dalla Svizzera nel corso della sua recente storia economica, con l’obiettivo di favorire l’attività di import-export delle sue imprese, non avranno più segreti per voi. Sta a voi trarne il massimo vantaggio per sostenere la crescita della vostra attività!
Per ottimizzare ulteriormente le vostre prestazioni, è consigliabile proteggersi dal rischio di cambio, intrinseco alle transazioni commerciali internazionali. A tal fine, non esitate a ricorrere al servizio di cambio online di b-sharpe.


