Fatture in valuta estera: quale trattamento contabile?
Quando la tua azienda ha fornitori all'estero, le fluttuazioni dei tassi di cambio possono complicare rapidamente il processo di contabilizzazione delle fatture. Niente panico: b-sharpe ti aiuta in questa procedura amministrativa!
• Un'impresa svizzera può tenere la contabilità in CHF o nella propria valuta operativa principale, ma deve indicare il controvalore in CHF nel bilancio annuale.
• Ogni fattura deve essere contabilizzata al tasso di cambio in vigore alla data della transazione, con relativa documentazione giustificativa.
• La conversione da una valuta estera segue il metodo del cambio di chiusura: tasso di fine esercizio per lo stato patrimoniale, tasso medio ponderato per il conto economico, tasso storico per il patrimonio netto.
Contabilizzazione degli importi in valuta estera
Quali valute devono essere contabilizzate?
Come previsto dall’articolo 958d del Libro quinto della Legge federale che completa il Codice civile svizzero, un’impresa che opera a livello internazionale è libera di tenere la propria contabilità sia nella valuta locale (franco svizzero) sia nella valuta più utilizzata nelle sue attività.
Tuttavia, se la valuta utilizzata non è il franco svizzero, in sede di presentazione del bilancio annuale occorre indicare la conversione di tutti gli importi in controvalore (espresso in CHF).
Il calcolo viene effettuato al corso medio del mese di chiusura e il tasso di conversione è indicato nell’allegato. È quindi opportuno commentarlo.
Per quanto riguarda le lingue di tenuta della contabilità, sono ammesse tutte e tre le lingue nazionali svizzere, oltre all’inglese.
Come si contabilizzano le valute estere?
Ogni fattura contabilizzata deve esserlo al tasso di cambio indicato sulla fattura alla data della transazione ed essere corredata da un giustificativo. Questi elementi compaiono sia nello stato patrimoniale sia nel conto economico sia nell’allegato.
Nota bene : non è necessario indicare separatamente le voci di costo e di ricavo con importo nullo.
La conversione della vostra contabilità dalla valuta estera al franco svizzero avviene secondo il metodo del corso di chiusura, ovvero:
- per lo stato patrimoniale e i capitali esteri si applica il tasso in vigore alla data di chiusura del bilancio;
- per il conto economico si applica il corso medio, calcolato sulla base dei tassi mensili dell’anno e ponderato su questi ultimi;
- per i capitali propri si applica il corso storico, ossia il tasso in vigore alla data in cui è stata effettuata la transazione;
- per l’allegato si applicano i corsi corrispondenti alla voce interessata per ciascuna posizione.
Poiché da questi diversi tassi di cambio deriverà inevitabilmente una differenza di conversione, è importante rispettare sia i principi di valutazione previsti dall’articolo 960 del Codice delle obbligazioni, sia le raccomandazioni del Manuale svizzero di revisione (MSA).
Da leggere anche: Pagare le fatture in valuta estera a livello internazionale
Come si contabilizza l’IVA?
Poiché di norma i fornitori fatturano le transazioni internazionali comprensive dell’IVA locale, queste ultime sono spesso soggette (in sede di pubblicazione del bilancio annuale) al conteggio dell’IVA.
A tale scopo, l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) pubblica quotidianamente i tassi di cambio tra le valute estere e il franco svizzero. Sono inoltre disponibili i tassi mensili, calcolati in base all’andamento del tasso del mese precedente.
L’impresa potrà quindi utilizzare questi tassi di riferimento per dedurre l’IVA corrispondente.
Contabilizzazione delle spese di cambio
Come si contabilizzano le operazioni in valuta estera?
A seconda della natura delle vostre operazioni in valuta estera, si distinguono tre metodi validi per contabilizzarle al giusto tasso di conversione:
- il corso di pagamento, ossia il tasso applicato dalle banche alla data della transazione;
- il corso di transazione, ossia il tasso di cambio in vigore alla data della transazione;
- il corso contabile fisso, ossia un valore fisso e arrotondato stabilito dall’impresa per un determinato periodo.
Quest’ultimo metodo viene utilizzato in particolare per la contabilizzazione di:
- fatture non saldate alla data della transazione;
- accantonamenti e perdite su crediti;
- sconti e abbuoni.
Attenzione : qualora le fluttuazioni dei tassi di cambio si discostino troppo dal corso contabile fisso dell’impresa, quest’ultimo dovrà essere aggiornato in corso d’esercizio per rimanere rappresentativo.
In conformità al principio di continuità previsto dall’articolo 958c del Codice delle obbligazioni, il metodo di valutazione scelto dalla società deve rimanere invariato per tutto l’esercizio contabile.
Come si contabilizzano le variazioni di cambio?
Gli utili e le perdite generati dal rischio di cambio non vengono contabilizzati nello stesso momento, a seconda che derivino:
- dalla chiusura di posizioni aperte (contabilizzazione lo stesso giorno);
- da operazioni di pagamento (contabilizzazione lo stesso giorno);
- da operazioni avvenute nel corso del periodo contabile (contabilizzazione a fine esercizio).
Nel conto economico si distinguono tre livelli di variazione di cambio. Le variazioni di cambio relative a titoli, macchinari, acquisti e vendite di merci sono così contabilizzate nel conto originario.
Le variazioni di corso considerate un rischio finanziario sono invece registrate nel conto delle differenze di cambio e quindi separate dal conto originario; esse rappresentano pertanto oneri e proventi finanziari.
Per quanto riguarda la chiusura dei conti in valuta estera, i software di gestione del rischio di cambio si occupano generalmente di calcolare la differenza di cambio a ogni chiusura, dopo aver convertito gli importi in franchi svizzeri e registrato questi ultimi come scrittura di rettifica (utile o perdita su cambio).
Contabilizzazione degli strumenti di copertura del rischio di cambio
Come si contabilizza la copertura del rischio di cambio?
Gli utili e le perdite relativi agli strumenti di copertura del rischio di cambio sono iscritti nel conto economico in modo simmetrico rispetto a quelli dell’elemento coperto.
Gli oneri e i proventi degli strumenti di copertura si trovano quindi nella stessa voce o, quantomeno, nella stessa rubrica di quelli dell’elemento coperto (ad esempio nel risultato operativo o nel risultato finanziario).
Gli oneri e i proventi dello strumento di copertura devono essere contabilizzati nello stesso momento della transazione dell’elemento coperto.
La contabilizzazione dei premi delle opzioni nonché del riporto e deporto derivanti da operazioni di cambio che possono risultare dall’utilizzo di strumenti di copertura avviene:
- in modo ripartito sul periodo di copertura in questione (risultato finanziario);
- oppure in modo puntuale alla data della transazione dell’elemento coperto (bilancio).
Come si contabilizzano gli elementi coperti in base al rischio?
I casi sopra descritti presuppongono che il rischio sia completamente (o quasi completamente) eliminato dallo strumento di copertura del rischio di cambio. Sarà quindi necessario aggiungere in allegato un’informazione specifica per ciascuna voce.
Tuttavia, alcune operazioni di copertura del rischio di cambio possono essere solo parziali. In tal caso, la componente residua del rischio dovrà essere trattata come un’operazione a posizione aperta isolata.
In altre parole, le variazioni di valore dovranno essere iscritte nello stato patrimoniale in contropartita di conti transitori. Se gli utili non realizzati non figurano nel conto economico, le perdite dovranno invece essere oggetto di un accantonamento come risultato finanziario.
Poiché la contabilizzazione delle vostre fatture in valuta estera rappresenta di per sé un processo oneroso, è fondamentale rendere più fluide le vostre operazioni di pagamento a livello internazionale. In quest’ottica, b-sharpe facilita le vostre operazioni di cambio per ogni tipo di transazione in valuta estera.


