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Il rischio di credito, un pericolo per i lavoratori autonomi e le imprese

Il rischio di credito, ovvero il rischio legato alla mancata pagamento di beni o servizi venduti da un'azienda, sorge non appena viene concesso un termine di pagamento ai clienti.

Lo scorso ottobre, il quotidiano «24 Heures» riportava che circa 2800 aziende svizzere erano fallite tra gennaio e settembre 2020 (studio della società Bisnode). Tuttavia, sebbene questi fallimenti si siano verificati in un contesto di crisi sanitaria mondiale, essi rimangono dovuti a molteplici fattori, in particolare ai ritardi e ai mancati pagamenti da parte di terzi; un rischio finanziario rilevante definito “rischio delcredere”.

Che cos’è il rischio di credito?

Origine del termine “ducroire”

In ambito finanziario e giuridico, l’obbligo di ducroire rende l’intermediario responsabile in solido per i debiti del proprio cliente nell’ambito del suo incarico. Derivante solitamente da un contratto sottoscritto, tale obbligo induce l’intermediario a concludere la vendita solo quando il cliente offre garanzie di solvibilità sufficienti.

L’obbligo di assunzione del rischio di credito può quindi comportare un rischio, nella misura in cui l’intermediario non ha sempre la possibilità di verificare con esattezza il livello di solvibilità del proprio cliente, che può variare nel corso del tempo…

Buono a sapersi: sebbene abbiano un’origine comune, l’obbligo di ducroire e il rischio di ducroire sono due concetti ben distinti.

Definizione del rischio di credito

Per definizione, il rischio di credito si riferisce al mancato pagamento o all’insolvenza di un acquirente o del suo garante. Denominato anche «rischio commerciale», il rischio di credito riguarda quindi la vendita di beni o servizi a credito.

Se un’azienda (sia essa del settore pubblico o privato) fornisce il proprio servizio o la propria merce senza alcun ritardo, mentre l’acquirente gode a sua volta di un termine di pagamento di diverse settimane o addirittura di diversi mesi, essa si espone al rischio di ritardi nei pagamenti o, nel peggiore dei casi, di mancato pagamento.

Questo rischio di credito commerciale minaccia quindi la solidità finanziaria dell’azienda, compromettendo il suo flusso di cassa, tanto più se l’esposizione riguarda una quota significativa del suo fatturato.

Infatti, il rischio commerciale è particolarmente elevato nel settore B2B (quando le aziende riforniscono altre aziende). Poiché gli ordini sono di entità molto maggiore rispetto al settore B2C (quando le aziende riforniscono i privati), è molto comune concedere ai propri clienti termini di pagamento che vanno dai 30 ai 90 giorni…

Naturalmente, le grandi aziende che dispongono di un flusso di cassa consistente possono permettersi una certa esposizione al rischio di credito. Tuttavia, i lavoratori autonomi e le PMI sono particolarmente vulnerabili in caso di mancato o ritardato pagamento da parte dei propri clienti, a causa dei loro margini di manovra più limitati.

I diversi tipi di rischio di credito

I liberi professionisti e le imprese che vendono beni o servizi a credito sono esposti a tre principali tipi di rischio di credito, ovvero:

  • Il rischio di ritardi nei pagamenti. Sebbene a prima vista possa sembrare un rischio minore (un ritardo di pochi giorni ha un impatto limitato sull’azienda), può comportare difficoltà e spese non trascurabili se si protrae nel tempo (un ritardo di diverse settimane o più richiede un notevole lavoro di sollecito e crea una carenza di liquidità pericolosa per l’azienda).
  • Il rischio di mancato pagamento. Molto dannoso per l’azienda, questo rischio comprende tutte le situazioni in cui il cliente si rifiuta di pagare i beni o i servizi che ha acquistato, indipendentemente dal motivo di tale rifiuto. Ne consegue quindi una notevole perdita di guadagni per l’azienda, oltre all’avvio di procedure lunghe e costose (recupero crediti, azioni legali…).
  • Il rischio di insolvenza. Questo rischio riguarda le situazioni in cui il cliente non è in grado di onorare il proprio debito nei confronti dell’azienda, ad esempio a causa di difficoltà finanziarie temporanee o addirittura di un fallimento. Anche in questo caso, la perdita economica per l’azienda può essere ingente e il recupero del credito molto lungo (se non addirittura impossibile) da ottenere.

Come proteggersi dal rischio di credito?

Rinunciare alle vendite a credito

Essendo intrinsecamente legato alla vendita di beni o servizi a credito, il rischio di credito non può essere completamente evitato se non rinunciando del tutto a questo tipo di vendita! Infatti, esigere il pagamento prima della consegna dei beni o dei servizi venduti (come avviene sistematicamente nell’e-commerce, ad esempio) è un modo per proteggersi dal rischio commerciale.

Ricorrere a un’assicurazione del credito

Tuttavia, è possibile proteggersi dal rischio di credito pur continuando a concedere termini di pagamento ai propri clienti, stipulando un’assicurazione sul credito.

Esistono infatti assicurazioni specificamente destinate alle PMI, volte a garantire la copertura contro il mancato pagamento di un bene o di un servizio fornito a credito: qualora si verifichi il mancato pagamento, l’azienda riceve un risarcimento secondo le modalità previste dal proprio contratto assicurativo.

Le condizioni di un contratto di assicurazione del credito possono variare notevolmente a seconda delle circostanze. In genere tengono conto di:

  • il profilo di rischio dei clienti;
  • il tipo e il costo dei beni o dei servizi venduti a credito;
  • il costo dell’assicurazione e le coperture scelte dall’azienda assicurata.

Buono a sapersi: alcune assicurazioni sul credito coprono le imprese anche dal rischio che i documenti indispensabili per il pagamento dei beni o dei servizi forniti non siano stati redatti o registrati.

Rivolgersi a uno specialista

Infine, alcune aziende ricorrono a servizi specializzati per tutelarsi dal rischio di credito. Questi servizi offrono generalmente una copertura completa, che comprende sia l’assicurazione del credito (che garantisce già una buona protezione), sia il finanziamento delle fatture e persino il servizio di recupero crediti in caso di mancato pagamento accertato.

Questa soluzione offre una copertura personalizzata, adattata alle esigenze dell’azienda, e consente di avvalersi dei servizi di esperti.

Infine, un’altra opzione a vostra disposizione per eliminare il rischio di credito è quella di cedere i vostri crediti a terzi. Il vostro credito verso il cliente cambia quindi proprietario e voi recuperate una quota più o meno consistente dell’importo inizialmente fatturato al cliente (a seconda della probabilità di recupero stimata dall’acquirente).

In sintesi, il rischio di credito è quindi il rischio di mancato pagamento da parte dell’acquirente nell’ambito di una vendita a credito. Se non viene gestito in modo adeguato, può rapidamente mettere in difficoltà i lavoratori autonomi e le PMI che non dispongono di liquidità sufficiente.

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