Aziende: 7 domande fondamentali per valutare la vostra esposizione al rischio di cambio
- Svolgi operazioni in valuta estera?
- Le vostre operazioni in valuta si compensano a vicenda?
- Avete messo in atto una strategia di copertura?
- I vostri margini sono bassi, moderati o elevati?
- Le valute estere in questione sono volatili?
- Avete attività o debiti denominati in valuta estera?
- Avete filiali all'estero?
Nella nostra economia globalizzata, sono pochi gli operatori che sfuggono al rischio di cambio. Tuttavia, i livelli di esposizione variano notevolmente da un’azienda all’altra. Ecco alcune domande da porsi per comprendere meglio la propria esposizione al rischio di cambio e le sue conseguenze, dalle più evidenti alle più sottili.
- Svolgi operazioni in valuta estera?
- Le vostre operazioni in valuta si compensano a vicenda?
- Avete messo in atto una strategia di copertura?
- I vostri margini sono bassi, moderati o elevati?
- Le valute estere in questione sono volatili?
- Avete attività o debiti denominati in valuta estera?
- Avete filiali all'estero?
Svolgi operazioni in valuta estera?
Se una parte dei vostri ricavi o delle vostre spese è denominata in valuta estera, la vostra azienda è esposta al rischio di cambio.
Resta quindi da capire quale sia il rapporto tra le vostre transazioni effettuate in valuta estera e quelle effettuate in valuta nazionale. A parità di condizioni, maggiore è la percentuale di transazioni effettuate in valuta estera, maggiore sarà la vostra esposizione al rischio di cambio.
Attenzione: è possibile essere esposti al rischio di cambio economico anche se il 100% delle vostre transazioni viene effettuato in valuta nazionale. Il prezzo di alcune delle vostre materie prime può infatti essere influenzato direttamente dalle fluttuazioni del mercato dei cambi (ad esempio, il prezzo del carburante negoziato e denominato in dollari sulla scena internazionale, ma pagato quotidianamente in valuta nazionale).
Qualunque sia la situazione della vostra azienda, è quindi necessario un attento esame della struttura dei prezzi per comprendere a fondo gli impatti diretti e indiretti delle fluttuazioni dei tassi di cambio.
Le vostre operazioni in valuta si compensano a vicenda?
Sebbene effettuare una transazione in valuta estera esponga la vostra azienda al rischio di cambio, in alcuni casi diverse transazioni possono compensarsi a vicenda e neutralizzare di per sé il rischio.
Quando analizzate l’esposizione al rischio della vostra azienda, ricordatevi quindi di ragionare in termini di posizione netta (e non di posizione cumulativa), e questo per ciascuna delle valute estere utilizzate nell’ambito della vostra attività.
Buono a sapersi: sebbene diverse, alcune valute internazionali possono compensarsi naturalmente a vicenda a causa di decisioni politiche o fattori economici. Ma attenzione, tali legami possono talvolta essere bruscamente interrotti, come è avvenuto ad esempio con la fine del tasso minimo mantenuto dalla BNS sull’EUR/CHF nel 2015.
Avete messo in atto una strategia di copertura?
Oltre alle coperture “naturali” in grado di neutralizzare l’esposizione al rischio di cambio, la vostra azienda può ricorrere anche a coperture “artificiali”, come l’acquisto di strumenti finanziari di copertura.
Le strategie di copertura volte a ridurre il rischio di cambio possono essere parziali oppure complete, al fine di neutralizzare il rischio quasi nella sua totalità. Se la vostra azienda ricorre a questo tipo di strategie, potete effettuare test di efficacia prospettici (ex ante) o retrospettivi (ex post) per valutarne l’utilità; tali test sono del resto incoraggiati dai principi contabili internazionali IFRS.
I vostri margini sono bassi, moderati o elevati?
A parità di condizioni, le conseguenze delle fluttuazioni del mercato dei cambi non saranno le stesse a seconda del livello di margine della vostra attività.
Infatti, se i vostri margini sono bassi, questi saranno rapidamente influenzati dalle variazioni dei tassi di cambio e sarete quindi particolarmente esposti. Al contrario, più i vostri margini sono elevati, più avrete un ampio margine di manovra per far fronte più facilmente agli alti e bassi del FOREX.
Le valute estere in questione sono volatili?
Lira turca, peso argentino, rublo russo… Alcune valute definite “esotiche” sono in media molto più volatili rispetto ad altre valute più stabili come l’euro, il dollaro statunitense o lo yen, soprattutto a causa dell’instabilità politica e/o economica delle aree interessate.
Maggiore è la quota di valute “esotiche” nella vostra attività, maggiore sarà l’esposizione della vostra azienda. Ma attenzione: bisogna diffidare anche delle acque tranquille, poiché anche le valute più consolidate possono subire improvvisi picchi di volatilità!
Avete attività o debiti denominati in valuta estera?
Sebbene i rischi di cambio economici e transazionali siano quelli più spesso citati a causa delle loro conseguenze dirette sulla redditività delle imprese, la vostra società può essere esposta anche a un rischio di bilancio quando detiene attività o passività denominate in valuta estera nel proprio bilancio.
E a ragione, poiché, sotto l’effetto delle variazioni dei tassi di cambio, un investimento denominato in valuta estera può subire un calo improvviso, mentre un debito denominato in valuta estera può aumentare bruscamente.
Buono a sapersi: proprio come per le transazioni, anche in questo caso è interessante ragionare in termini di posizione netta, poiché le esposizioni delle vostre attività e passività possono compensarsi a vicenda.
Avete filiali all’estero?
Infine, se la vostra azienda dispone di filiali all’estero, essa può essere esposta al rischio di cambio al momento del rimpatrio degli utili realizzati a livello della filiale, con la conversione delle valute estere in valuta nazionale.
L’esistenza di una o più filiali situate al di fuori della vostra zona monetaria vi espone quindi anche al rischio di cambio.
Il rischio di cambio può assumere molteplici forme e, in fin dei conti, riguarda tutti noi nella vita di tutti i giorni. Grazie alle domande e alle risposte contenute in questo articolo, speriamo che d’ora in poi abbiate una visione più completa e precisa della vostra esposizione!


